Ibridi maledetti tra Gossip Girl, l’Edipo Re e Gassman che legge gli ingredienti dei frollini. Maledetti.

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Riuscirà anche questo mese la nostra eroina ad oltrepassare la sua SPM?
Bilancio attuale: fedina penale integra e ancora nei paraggi qualcuno con cui poter andare a cena trovando interessanti discorsi che non abbiano per forza la parola sesso dentro.
Merito un barattolo di gelato. E un pomeriggio sola a casa in slip col mio disco preferito, e Django in poltrona per cena.

Perché il binomio “Christoph Waltz/stivali di Christoph Waltz in qualsiasi film” ha sempre avuto il mio totale rispetto.

E i sogni? Vogliamo parlarne?
Solo ibridi tra Gossip Girl, l’Edipo Re e Gassman che legge gli ingredienti dei frollini.

luis

“Ciao Rufus. Ti racconto un sogno fatto oggi? Posso?”
“Mi hai ribatezzato col nome di quel tipo? Vabbè. Ho capito. Mi giro una canna. Racconta. Stai meglio?”
“Non lo so. Metto il mio incoscio nel tritacarne ogni giorno. Mesi fa non era così. Ma resta la cosa più degna di me mai vissuta.”
“Mesi fa non era niente.”
“Sarà. Aspetta, suonano alla porta.”
“E chi si muove. Boccate random. Fai pure tesoro.”
“E’ Sara.”
“Baciala.”
“Sì. Ti dicevo del sogno stupido. Eravamo nella sua cucina. Io. Sua madre. Lui. E la sua ex moglie. La troia, la sua ex intendo, mi guarda tutto il tempo. Lasciami mangiare in pace, cazzo. No. Comincia pure a dire che i tramezzini preferiti di lui sono al tonno, cosa che io ignoro, e che non imparerò mai a fare una carbonara decente.”
“Ahahah.”
“Che cazzo ridi?”
“Ha ragione.”
“Lo so. E infatti io guardo basso nel mio piatto, pensando “La carbonara nella prossima vita. I pompini in questa.” Beh inizio a sorridere. Lui mi guarda. Le due lasciano la stanza. E finisco con le mie ginocchia tra le sue sul tavolo. Mi bacia gli occhi. Mi allarga le natiche con le mani. Risale. Gioca col mio collo. Mi toglie il respiro. Stringe. Uno. Due. Cinque secondi. Solita tenerezza e apnea.”
“Madonna. Sei straordinaria.”
“E tu in high.”
“Eh vero. Un po’. Ma quindi poi?”

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“Poi dice cose romantiche. Romanticissime. E vere. Quelle definitive di una vita, soddisfacenti più della soluzione dell’enigma della Sfinge. E…”
“E?”
“E mi fissa. Poi inizia a non respirare più. Sviene. Mi cade addosso.”
“Cazzo.”
“Se continui a fare ironia chiudo. E ti blocco pure su whatsapp.”
“Daje. Ti prego. Mejo de Beautiful. Continua.”
“Lo portano via. E io mi trovo in una stanza con la sua ex moglie. E i suoi tre bambini. Quelli pregano Cristo. Io Allah. La troia mi dice di smetterla, che il mio dio non esiste. Inizio a piangere. Senza motivo. E sono sulle scale dell’ospedale in cui lo cerco. Troppe scale. Un’infermiera amica del mio ex, lesbica, capelli rossi e quinta di seno. Quella che una volta aveva provato a sedurmi in quell’irish a Bologna. Ti ricordi? Beh, mi spiega dove andare.”
“E ci vai?”
“Cominci a fare domande di spessore.”
“Di spessore… Sì. Può essere.”
“Sì, comunque ci vado. Coi corridoi tutti uguali. Sudata. E all’improvviso finisco in una gang bang di giornalisti che mi chiedono come sia stato conoscerlo, averlo amato, averci fatto sesso, avergli visto tagliare verdure. Io mi incazzo e scappo. Nessuno saprà niente mai.”
Madonna che odio gli altri.”
Madonna.
Vabbè. Corro per quattro chilometri sudati di città ed entro a casa mia. C’è papà sulla poltrona.”
“ahahahah Che schifo. Povero vecchio. Dovresti mettere un cartello su quella poltrona, WARNING.”
“Lo farò. Promesso. Beh, papà guarda un servizio in tv. Sulla scomparsa di un grande artista. Lo saluto. Confusa. Non mi ricambia. Dice solo il nome del tipo. E’ che a ucciderlo è stata la sua donna. In cucina. Abbracciati. Su di un tavolo ikea. Me lo dice come fa lui, sussurrando. Mentre si sistema gli occhiali. E… E’ lui. E’ l’amore mio. Capito?”
“Cazzo.”
“A quel punto credo di aver avuto l’inconscio in harlem shake, e ho pianto proprio bene. Con tanto di cuscino bagnato.”
“Tu?”
“Eh.”
“ahahahah Sei umana. Buono a sapersi. Ti manifesti quando dormi, ma meglio di niente.”

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“Dai. E’ stato schifoso e basta. E non è finita. All’improvviso inizio a rendermi conto di non avere amato mai così. E mi sento onnipotente. Ma, ops, non ho più lui. E lì ho capito che non voglio perderlo. Non me n’è mai fottuto un cazzo di perdere qualcosa nella vita. Con lui è diverso. Per la prima volta. Vabbè. Mi sveglio. Caffè. Acqua in faccia.
E lui mi chiama dopo un quarto d’ora. Ecco, hai presente tutto quello che dovevo dirgli da giorni, quelle mappe da giovane marmotta dell’oratoria che si incazza e fa appunti perfetti? Niente. Gli rispondo con la gioia di Cazzo sei tu! E sei vivo. A culo tutto il resto. Non vedo l’ora di muovermi su di te e sentirti così tanto dentro da…
“Bene. Basta. Sono basita. Grazie a dio l’erba c’è.”
“Grazie.”
“No, momento serietà. Vorrei dirti qualcosa di saggio. Minchia. Ma la verità è che, ormoni e sogni a parte, non ho idea di cosa tu stia vivendo. E né io né le altre credo potremo averne mai. Ti sei cacciata in un fattaccio, difficile due volte per quanto sei bella tu.”
“Dai basta. Stop.”
“No, ascoltami. Certo, Sara è convinta che sarai tu a stancarti di lui e di tutto questo molto presto. Che sarai tu a lasciare la scena, per percorrere la navata principale col tuo uomo perbene definitivo che ti ama con due cani, un diamante e una bmw. Io invece penso che a ‘sta storia gli farai proprio il culo. Non puoi fallire, guardati.
In quanto a lui… Non so se compatirlo o invidiarlo. Ignaro.”

Sara mette lo smalto sulle unghie. Rosso. Non mi guarda nemmeno.
Io chiudo il telefono.
E tu. Vaffanculo.

(immagini di Luis Quiles)

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4 comments

  1. domenicomortellaro · ottobre 16, 2014

    Tostissimo… e con un inconscio che mette in immagini Lynch, prima che i frollini di Gassman!

    Liked by 1 persona

    • Annuskatz · ottobre 16, 2014

      Da dolce Giulietta Capuleti, quale non sono, ti dirò : “It is an honor that I do not dream of.”
      Bullshit! E grazie, madonna.

      Liked by 1 persona

  2. tuttotace · ottobre 16, 2014

    Ma perché quando ti leggo la sensazione è sempre quella di essere presa a sberle? Mi piaci proprio.

    Liked by 1 persona

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