Amore. Morte. Facebook. E Larve di Puttane.

Siamo il secolo delle psicosi. Dei disturbi alimentari. E dei vicini sconosciuti. E non è roba nuova. Di sorprendente però c’è che oggi ho comprato un completo intimo da stupro.

Chi dice che le sere infrasettimanali d’ottobre sono noiose? Idioti che non siete altro.
Ignorare gli inviti a bere fuori poi tiene in ottimo allenamento il mio dito indice. E sappiamo tutti quanto un idice allenato faccia la differenza nella vita.
In tv intanto c’è Tom Cruise dietro al bancone a fare l’acrobata con bottiglie superalcoliche e fiumi di fighe che se lo scoperebbero vendendosi le mamme, pagando 3 volte il ticket, e dopo 9 ore di fila.
Io potrei essere una di loro stasera. Strano, considerando il grado di fanciullezza di Tom.

E oggi, vaffanculo, non ci penso.
O ti penso meno.
Perché sì. Dio è a lucidare l’argenteria. Io cantavo hot’n’cold in slip a colazione stamattina. E il mio migliore amico è convinto che “Green Hornet”, un pezzo di Kill Bill, per intenderci, corrisponda al ritmo di indice e medio sul clitoride di tutte le donne della storia. Mentre si masturbano. Ero in macchina sul retro a farmi i fatti miei. L’ho lasciato raccontare.
Mento.
Dalle 23 e 15 i neuroni si sbavano di sentimentalismo in automatico. E’ scientificamente provato.
E penso che amare sia cogliere un’occasione per uccidere, importa poco cosa o chi. E’ che ti adoro, maledetto.

Ho fame.
Ancora. Gesù. Se non sapessi di non essere incinta inizierei a perdermi in pensieri goduriosi tipo “Finalmente mangerò tutti quegli omogeneizzati alla frutta.” oppure “Lo chiamerò Clint. O Roger. Come Waters. O Moore. Non Rabbit.”. Ma non ho nessuno in pancia. O almeno credo. E mi faccio un panino.

E’ una sera ferma. Sono giorni che ottobre è un fake, per la gioia dei meteopatici. Ma credo sinceramente che le lucertole a breve si daranno al Prozac. Le vedo male. Senza più punti cardinali. Una oggi mi ha attraversato la strada davanti con le mestruazioni, e aria di sfida, e desolazione, e pure un po’ d’ansia da nonhoancorafattolaspesa. Dove correva non so. Le lucertole – con gli scarafaggi, ovviamente –mi fanno proprio schifo. Povere bestiole. Quella però, una Margherita Buy coraggiosa alle 18 e 28 in metropolitana, mi ha ricordato un paio di scarpe pitonate coi tacchi a spillo che ho visto addosso a una dodicenne giorni fa in centro. Non è per fare moralismi, io proprio non posso. E’ che questa visione mi ha portato a galla un’altra storia. Un tizio diceva che ogni ragazzina è niente più di una Larva di Puttana. E’ un’immagine da terza pagina almeno, riconoscerete. Ero a pranzo. Ho riso moltissimo.

Basta. Apro facebook.

I soliti maniaci seriali.

L’uomo di cui sono innamorata.

Amiche stupide. Che non ricordano nemmeno più quel loro vecchio stato di larva.
– Io il mio non lo dimenticherò mai. Le radici sono importanti.

Inni senza dignità a Bieber e a quell’altra che si dondola su una palla da demolizione (vi ci vorrebbero schiaffoni firmati kink.com e basta).

Pubblicità. Del prodotto che non comprerei mai.

Un altro. “Ho avuto tante donne, ma ho amato una volta sola. Da allora non ci riesco più. Non ne sono capace, cosa credi? Ho voglia di rum e di sesso, stasera. Il solito.” Per sua fortuna è biondo, altissimo, occhi nordici e una figa l’ha pure partorito. Sì, ma nel 1992. Resto basita. Mi chiedo dove si nascondano gli uomini che bestemmiano ferocemente per il rigore che non c’è.

Poi l’icona creepy del giorno, “Quanto pensi di essere donna o di essere uomo? No, perché io sono giunto alla conclusione che la mia parte femminile corrisponda al 60 % . Ovvio, il resto è uomo. E non sono gay, eh? Mi piace la figa. Mi-pia-ce-la-fi-ga.”

Credo di averne abbastanza.
Ripensandoci però, potrei fare un test al volo. In sacrificio al Dio dell’Intelligenza, che starà da qualche parte in Thailandia a farsi massaggiare i genitali. “Quale cavallo sei?”, “Qual è il tuo nome indiano?”, “A quanti anni andrai in pensione?”, “Quale star è il tuo lover?” – su questo Woody Allen m’ha urlato dal corridoio uno dei suoi “Gesù.”. O ancora “Siamo in grado di indovinare la tua età?”, “Quanto sei bella?” o “Come sporchi sono i tuoi pensieri?”.

Stop. Stop. Stop. Ho un vincitore: “Quale santo ti protegge?”.
Scopro che mi protegge San Francesco d’Assisi. Gran bravo ragazzo col passato da cattivo. Mi piace. E vado a letto più felice.

Tre settimane fa è morto un mio amico.
Felice un cazzo.

Ho deciso, domani inventerò il mio necrologio. Così, tanto per esercizio di stile.

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8 comments

  1. carmelocaldone · ottobre 8, 2014

    bellissimo blog, la mia ammirazione
    Carmelo

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  2. tuttotace · ottobre 11, 2014

    It’s better than I ever even knew
    They say that the world was built for two
    Only worth living if somebody is loving you

    E penso che Lana in fondo abbia centrato il punto. Vale per una qualsiasi sera vaffanculo di un qualsiasi mese di un qualsiasi anno . Keep on writing dear.

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    • annuskatz · ottobre 11, 2014

      Lana ha il triplo delle mie certezze, ma in quanto a femmefatalità ce la giochiamo bene.
      Ti ringrazio. E ti darò un nome.

      Liked by 1 persona

  3. EdFelson · ottobre 15, 2014

    A Woody Allen che grida uno dei suoi “Gesù” sono morto dal ridere.
    Poi sono resuscitato.

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    • Annuskatz · ottobre 15, 2014

      Me ne compiaccio, Ed. Di risata e resurrezione.

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  4. domenicomortellaro · ottobre 15, 2014

    Se mi segui sai bene perchè il tuo titolo di testata mi ha attirato. Su questo non avevo mai riflettuto: la tre contro uno come metafora del senso di vuoto di questo secolo! Grazie, divina ispirazione!

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